NEL FINISHING DELLA PELLE LA QUALITÀ NASCE TRA SPRUZZATURA ED ESSICCAZIONE: IL RUOLO STRATEGICO DEL TUNNEL NER
- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 4 min

Nella rifinizione della pelle, la qualità del risultato finale nasce dall’equilibrio tra due momenti strettamente collegati: l’applicazione del film di finitura e la sua corretta essiccazione.
La fase di spruzzatura definisce composizione, uniformità e caratteristiche del film applicato sulla superficie della pelle. Ma perché questa finitura esprima davvero tutte le sue proprietà, è necessario che la fase successiva — l’essiccazione — avvenga nelle condizioni corrette.
In altre parole, una buona spruzzatura ha bisogno di un’asciugatura altrettanto accurata per essere valorizzata.
È proprio in questa fase che si gioca uno degli equilibri più delicati dell’intero processo di finishing.
Essiccare il film senza alterare la pelle
Nel tunnel di rifinizione l’obiettivo non è semplicemente “asciugare”: il compito reale del sistema è rimuovere l’acqua dal film di rifinizione applicato sulla superficie, evitando allo stesso tempo di trasferire troppa energia termica alla pelle sottostante.
Se questo equilibrio non viene gestito correttamente, possono verificarsi due effetti indesiderati:
surriscaldamento della pelle, con conseguente irrigidimento delle fibre;
restringimento della superficie, che comporta perdita di piedaggio.
L’asciugatura diventa quindi un processo di precisione, in cui temperatura, tempo di esposizione e ventilazione devono essere controllati con grande attenzione.
Non solo asciugatura: il ruolo della reticolazione
In molte rifinizioni, soprattutto nelle applicazioni più tecniche, l’azione del calore non si limita a far evaporare l’acqua dal film.
Il calore fornisce infatti l’energia necessaria al legame dei reticolanti, il processo chimico che collega tra loro le catene polimeriche e conferisce al film maggiore resistenza e stabilità.
Per questo motivo il tunnel di essiccazione non deve solo asciugare la rifinizione, ma attivare correttamente le reazioni che determinano la resa qualitativa finale del film.
Un eccesso di energia può danneggiare la pelle; un’energia insufficiente può invece lasciare il film incompletamente reticolato. Anche in questo caso specifico, quindi, il processo richiede un controllo molto preciso.
Il limite dei tunnel tradizionali
Nei tunnel di essiccazione tradizionali il processo avviene generalmente all’interno di una singola camera a temperatura costante.
In queste condizioni la pelle entra nel tunnel e, avanzando lungo il percorso, continua progressivamente ad accumulare calore. Quando l’acqua del film evapora, viene meno l’effetto di raffreddamento dovuto all’evaporazione e la temperatura della pelle tende ad aumentare rapidamente.
Questo spiega perché molti sistemi tradizionali ricorrano a ventilatori o raffreddatori alla fine del tunnel.
Il problema, però, è che il danno è già stato fatto durante il percorso.
Il vero vincolo in conceria: spazio e produttività
In teoria, una soluzione semplice sarebbe lavorare con tunnel molto lunghi e temperature più basse, lasciando più tempo alla rifinizione per asciugare.
Nella realtà produttiva, però, questo approccio è raramente praticabile.
Gli spazi disponibili in conceria sono spesso limitati e la velocità del tappeto è strettamente collegata alla produttività della linea. Per compensare tunnel più corti, si tende quindi ad aumentare la temperatura per accelerare il processo.
Ed è qui che nasce il problema: più temperatura per compensare meno spazio significa aumentare il rischio di surriscaldare la pelle.
Il concetto NER: controllare l’energia trasferita
Per affrontare questo equilibrio delicato, Erretre ha sviluppato il tunnel di essiccazione NER, basato su un’architettura modulare che consente di controllare con maggiore precisione l’energia trasferita durante il processo.
A differenza dei tunnel tradizionali, il sistema è composto da moduli fisicamente separati, ognuno dei quali può lavorare con parametri indipendenti.
Questo permette di modulare progressivamente il processo lungo il tunnel, evitando che la pelle accumuli calore in modo incontrollato.
Il risultato è una gestione più accurata dell’equilibrio tra asciugatura del film e protezione del supporto.
Il controllo dell’umidità e il comportamento delle fibre
Il controllo dell’umidità della pelle è un altro fattore fondamentale per la qualità del processo.
Se la pelle entra nelle fasi successive — come la bottalatura — con un livello di umidità non corretto, il comportamento delle fibre può cambiare sensibilmente.
Una pelle troppo secca tende a far scorrere meno le fibre tra loro: possono insorgere fenomeni elettrostatici e l’azione meccanica della bottalatura viene assorbita in modo irregolare, con zone che si rompono troppo e altre che rimangono dure.
Al contrario, una pelle eccessivamente umida può reagire in modo opposto, con fibre troppo mobili che producono una grana eccessiva.
Per questo motivo è fondamentale che il tunnel di essiccazione mantenga la pelle all’interno di una finestra di umidità ottimale, in cui le fibre rimangano plastiche e lavorabili.
Una fase spesso sottovalutata, ma decisiva
Nel finishing della pelle l’attenzione si concentra spesso sulla qualità della spruzzatura. Ma come osservano molti tecnici di conceria, la vera tenuta economica del processo si gioca spesso nel tunnel.
Un operatore esperto può migliorare molto il risultato di una cabina di spruzzatura lavorando su parametri e regolazioni. Il tunnel, invece, lavora in modo autonomo lungo tutta la linea.
Se il processo di essiccazione non è gestito correttamente, è proprio qui che si possono perdere piedaggio, qualità e valore del materiale — spesso senza accorgersene immediatamente.
Per questo motivo il tunnel di essiccazione non è semplicemente un passaggio tecnico della linea di finishing, ma uno dei punti più strategici per garantire stabilità e qualità nel processo conciario.




Commenti